Una notte di agosto, tra le colline
Mi chiamo Chiara Bevilacqua e sono nata e cresciuta nei Colli Euganei, tra vigne, ulivi e il profumo caldo della terra vulcanica. Da bambina passavo le estati nella casa di mia nonna Assunta, poco fuori Arquà Petrarca, in un giardino pieno di erbe, rose antiche e alberi da frutto che lei curava come si cura una persona cara.
Ogni anno, la notte del 10 agosto — la notte di San Lorenzo, quando in Italia si dice che il cielo pianga stelle cadenti — mia nonna mi svegliava piano e mi portava fuori, tra le piante ancora bagnate di rugiada. “Guarda bene,” diceva, “perché ogni stella che cade lascia una goccia sulla terra, e quella goccia, raccolta prima dell’alba, diventa oro nelle mani di chi sa aspettare.” Raccoglievamo insieme la rugiada dai petali di calendula e dalle foglie di rosa canina, e lei la usava, insieme agli oli che spremeva a mano, per preparare un unguento dorato che teneva in un piccolo flacone di vetro ambrato, sul davanzale della cucina.
La prima goccia
Non ho mai saputo se quella storia fosse del tutto vera, ma so che quell’olio funzionava: lo usava lei, lo usava mia madre, e per anni l’ho usato anch’io, senza pensare che potesse diventare altro da un segreto di famiglia.
È successo tre estati fa, dopo la morte di mia nonna, quando ho ritrovato il suo quaderno di ricette tra i cassetti della cucina. Le sue note, scritte a matita, parlavano di dosi, di lune, di tempi di infusione. Ho deciso di riprendere in mano quel sapere, questa volta con la precisione di ingredienti certificati biologici, analisi di laboratorio e un rispetto rigoroso per ogni fase della lavorazione — ma senza perdere lo spirito di quelle notti d’agosto.
Il primo lotto di olio che ho composto, nel mio piccolo laboratorio tra le colline, l’ho chiamato Prima Goccia. Era, letteralmente, la prima goccia che uscisse dal mio contagocce: dorata, densa, profumata di lavanda e fiori d’arancio, esattamente come la ricordavo da bambina.
Gocce di Stella, oggi e domani
Oggi Gocce di Stella è un piccolo laboratorio artigianale, ma con grandi ambizioni: ogni prodotto nasce da ingredienti biologici coltivati nei Colli Euganei o nei territori vicini, lavorato in piccoli lotti seguendo il calendario lunare, come faceva mia nonna.
Prima Goccia è solo l’inizio. Nei prossimi anni nasceranno nuovi prodotti — sempre pochi, sempre essenziali, sempre pensati per durare. Perché ogni goccia, come ogni stella, merita di essere raccolta con cura.